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Thomas Szasz e la malattia mentale

Thomas Szasz, filosofo e psichiatra, è morto il 9 settembre 2012 nella sua casa di Manlius, nello stato di New York all’età di 92 anni.

Per chi non lo conosceva è stato per molti anni la figura di spicco di un movimento che chiedeva a gran voce, e chiede tutt’ora, una profonda revisione dei fondamenti morali e scientifici della psichiatria. Noto per le sue posizioni apertamente libertarie, antiproibizioniste e antipsichiatriche, Szasz è stato professore emerito di psichiatria presso lo Health Science Center, della State University di New York.

Per tutta la sua carriera ha condotto battaglie legali e scientifiche per la sensibilizzazione sui pericoli derivanti dall’abuso degli psicofarmaci e della pratica dell’internamento coatto negli ospedali psichiatrici, facendone una tra i più autorevoli esponenti della psichiatria mondiale.

Nel suo trattato più famoso “Il mito della malattia mentale” contesta la stessa idea di malattia mentale (i fondamenti epistemologici) non riconoscendone i presupposti scientifici.

Descrive come la psichiatria abbia preso due parole, una dal dizionario medico (malattia) e una dal dizionario psicologico (mentale), coniugandole e creando una combinazione che è incoerente dal punto di vista scientifico. A tutti gli effetti si crea un artificio retorico, utilizzando una metafora per descrivere un disordine comportamentale. Ne risulta un concetto che a causa della sua doppia forma (medica e psicologica) contrasta con i principi fondamentali di entrambe.

Ma ovviamente chi ha comportamenti o pensieri disturbanti non si significa che necessariamente abbia una malattia. L’idea che si abbia un disordine biologico come causa di comportamenti fuori dalla norma è un’idea abbandonata da tutta la comunità scientifica.

Inoltre Szasz studia l’ideologia della psichiatria e ne mette a nudo le contraddizioni. La descrive come una pseudoscienza che imita la medicina, ereditandone il linguaggio e utilizzando espressioni che suonano “quasi” mediche. Storicamente la psichiatria e la malattia mentale sarebbero diventati popolari perché legittimavano il loro utilizzo per controllare e limitare la devianza dalle norme sociali e quindi utili in una società che pian piano si stava secolarizzando.

La Chiesa di Scientology negli anni 70 si era avvicinata alla posizione anti-psichiatrica di Szasz, facendola diventare una delle loro campagne più incisive. In una dichiarazione del 2003 lo psichiatra statunitense avevo però ribadito la sua estraneità al movimento religioso.

Sito ufficiale: www.szasz.com

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