Attacco di panico

Un Attacco di Panico (o anche crisi d’ansia) è un episodio improvviso e di intensa paura o di un rapido aumento dello stato d’ansia normalmente presente.

Che cos’è l'Attacco di panico

Gli attacchi di panico sono un’esperienza terribile, spesso improvvisa e inaspettata e possono essere molto spaventosi. Spesso portano a pensare a chi li subisce di stare per perdere il controllo, o di avere un attacco di cuore o di morire.

La paura di un nuovo attacco diventa immediatamente forte e dominante portando facilmente l’individuo ad un vero e proprio disturbo di panico: la persona si preoccupa dei possibili futuri attacchi d’ansia e cambia il proprio comportamento in conseguenza di questi, evitando comportanmento o situazioni che potrebbero indurli o che l’hanno indotto nel passato.

L’evitamento di tutte le situazioni potenzialmente ansiogene diviene la modalità prevalente, costringendo spesso tutti i familiari ad adattarsi di conseguenza, a non lasciarlo mai solo e ad accompagnarlo ovunque, con l’inevitabile senso di frustrazione e di dipendenza che può condurre ad una depressione secondaria.

Nell’attacco di panico si sviluppano tutta una serie di sintomi fisici che normalmente non portano nessuna conseguenza dal punto di vista medico e che durano da qualche minuto fino ad un massimo di 15/20 minuti.

Chiama

347 44 31 369

Scrivi


Sintomi dell'attacco di panico

L’attacco di panico ha un inizio improvviso e veloce ed una rapida risoluzione. Raggiunge rapidamente il suo massimo nel giro di pochi minuti e normalmente non dura più di 20 minuti, anche se sono minuti molto intensi!

I sintomi degli attacchi di panico tipici sono:

  • Cuore che accelerato (tachicardia) con battiti irregolari e pesanti. Sensazione di cuore in gola spesso accompagnato da dolore al petto;
  • Vertigini, capogiri e sensazione di sbandamento;
  • Sudorazione intensa e aumento della temperatura corporea con vampate di calore, a volte anche brividi;
  • Difficoltà a respirare con “fame d’aria”, sensazione di nodo in gola o peso sul petto;
  • Nausea e disturbi addominali;
  • Sensazioni di intorpidimento e formicolio degli arti o delle mani.
  • Paura di perdere il controllo o di impazzire (ad esempio, la paura di fare qualcosa di imbarazzante in pubblico o la paura di scappare quando colpisce il panico o di perdere la calma)
  • Paura di svenire, avere un attacco cardiaco o morire;
  • Sensazioni di derealizzazione (percezione del mondo esterno come strano e irreale, sensazioni di stordimento e distacco);
  • Sensazioni di depersonalizzazione (alterata percezione di sé caratterizzata da sensazione di distacco o estraneità dai propri processi di pensiero o dal corpo)

Non tutti gli attacchi di panico hanno tutti questi sintomi, anzi, normalmente non avvengono mai in contemporanea. Spesso a sintomi fisici allarmanti vengono però accompagnati da pensieri di allarme e paura.

La frequenza e la gravità dei sintomi degli attacchi di panico varia ampiamente nel corso del tempo e delle circostanze. Ad esempio, alcuni individui presentano attacchi moderatamente frequenti come una volta a settimana che si manifestano regolarmente per mesi. Mentre altri riferiscono serie di attacchi più frequenti, magari con sintomi dell’attacco di panico meno intensi (per es., quotidianamente per una settimana), intervallate da settimane o mesi senza attacchi o con attacchi meno frequenti (per es., due ogni mese) per molti anni.

Durante un attacco di panico, pensieri catastrofici automatici e incontrollati prendono il controllo dei pensieri con la persona che ha quindi difficoltà a pensare chiaramente.

Successivamente molte persone temono che gli attacchi indichino la presenza di una malattia non diagnosticata, pericolosa per la vitae nonostante i ripetuti esami medici negativi, possono rimanere impauriti e convinti di essere fisicamente vulnerabili. Alcuni temono che i sintomi dell’attacco di panico indichino che stanno “impazzendo” o perdendo il controllo portando a convincersi ad essere emotivamente deboli e instabili.

Conseguenze dell'Attacco di Panico

IL Disturbo d’Ansia Generalizzato e l’Attacco di Panico hanno indicativamente le stesse conseguenze.

Una conseguenza dell’Attacco di Panico è la compromissione delle attività giornaliere e quotidiane comportando degrdamento delle funzioni lavorativi e relazionali con conseguente abbassamento della qualità di vita.

Le paure che si ripresenti l’Attacco di Panico possono produrre una diminuzione del senso di efficacia personale e della stima di sé, che possono condurre a una depressione secondaria.

Come metodo di auto-aiuto si possono ricorre a sostanze psicoattive come ansiolitici (in genere consigliati dal medico) abuso di alcol o di cannabis, in genere per alleviare i disturbi ansiosi.

Cura per l'attacco di panico

La principale strategia per la cura dell’Attacco di Panico è la psicoterapia cognitiva, eventualmente associata a una terapia farmacologica

Nelle forme lievi la prescrizione di sole benzodiazepine può essere sufficiente come cura degli attacchi di panico temporanea, ma difficilmente riesce ad essere risolutiva e alla interruzione della loro assunzione è abbastanza frequente che i sintomi del disturbo si ripresentino in quanto le sue cause possono restare inalterate. Le molecole più adoperate sono l’alprazolam, l’etizolam, il clonazepam, il lorazepam.

Degli antidepressivi si sono mostrati efficaci nella cura degli attacchi di panico e dell’agorafobia i triciclici – TCA – (es clorimipramina, imipramina, desimipramina), gli inibitori delle mono amino ossidasi (IMAO) e sopratutto gli inibitori selettivi del reuptake della serotoninacome ad esempio citalopram, escitalopram, paroxetina, fluoxetina, fluvoxamina, sertralina, oggigiorno largamente impiegati. Quest’ultima classe di farmaci presenta infatti, rispetto alle precedenti, una maggiore maneggevolezza e minori effetti collaterali.

I farmaci sono utili per abbassare i livelli di sofferenza e creano le condizioni per un intervento psicoterapeutico efficace, per questo si associano al trattamento farmacologico quello psicoterapeutico. I farmaci devono essere dosati da uno specialista in coordinamento con lo psicoterapeuta per non fare in modo che la sedazione da benziodazepine non interferisca con il lavoro terapeutico.

Il nostro punto di vista vede la pscioterapia cognitiva la terapia elettiva per questo tipo di disturbi.

Il nostro studio adotta un protocollo terapeutico diviso in due parti: la prima parte definita “strategica” ha come fine ultimo la risoluzione dei sintomi siano essi ansiosi, fobici o compulsivi con l’obiettivo di far star meglio e il più velocemente possibile le persone; la seconda definita “narrativa-interazionista” è più introspettiva e, nel momento in cui la persona comincia a stare meglio, ci si preoccupa dello stile di vita, della percezione di Sé e delle propria visione della vita.