Categoria: Terapia di coppia

La gelosia e la profezia che si avvera

Il racconto che sto per farvi è di fantasia ma molto simile a episodi narrati dalle coppie in terapia.

La trama è semplice, la persona che subisce le gelosie del partner, mette in atto dei comportamenti che scatenano ancor di più la gelosia dell’altro, ottenendo lo scopo contrario di quello che avrebbe voluto. Ma come? Semplice, continuate a leggere.

Giorgio nel suo giorno libero incontra in un negozio una sua collega. Dopo i primi convenevoli i due cominciano a parlare di lavoro, della famiglia, dei figli.
Il dialogo è sincero e cordiale, senza ombra di malizia. Finché la collega dice che deve proprio tornare a casa ma pensava di bersi un caffè al bar di fronte e gli chiede di fargli compagnia. I due bevono il caffè e si salutano.

Tornando a casa Giorgio si pone il problema se raccontarlo alla moglie. Anna è molto gelosa e in modo particolare della collega che considera troppo spigliata nei confronti del proprio marito.

Giorgio si immagina la scena di lui che racconta l’evento e di come il viso della moglie potrebbe cominciare a rabbuiarsi fino alle lacrime scatenando una vera e propria scenata di gelosia.
Quindi per la pace domestica e (sinceramente) per non far soffrire la moglie, decide di non raccontare l’episodio. Giorgio considera la sua reticenza non una bugia ma una semplice omissione fatta a fin di bene.

Qualche giorno dopo Anna trova lo scontrino con i due caffè e chiede spiegazioni al marito.  Giorgio preso in contropiede, prima balbetta dei “non ricordo” per poi, messo alle strette, raccontare dell’incontro con la collega. Il fatto di non averlo raccontato è proprio la prova che Giorgio aveva qualcosa da nascondere!

Potete immaginare il seguito con litigata furibonda e scambio reciproco di accuse.

Ma chi ha scatenato la litigata? Il marito reticente o la moglie gelosa?
La risposta è nella causalità circolare, ovvero entrambi i comportamenti alimentano il comportamento del partner: Anna è gelosa perché il marito è reticente e Giorgio è reticente perché la moglie è gelosa (ma invertendo le parti il risultato non cambia!).

Entrambi sono convinti che il proprio agire sia il frutto e la conseguenza dell’agire dell’altro ma nessuno dei due è però consapevole di come anche il proprio comportamento agisca nell’innescare quello del partner.

Tutto questo in un crescendo reciproco che può andare avanti all’infinito se non viene interrotto.

L’amore secondo Erickson

Nel 1959 Jay Haley chiede al suo mentore, Milton H. Erickson, il più famoso ipnoterapeuta e psichiatra americano a proposito dell’amore coniugale: “Se dovessi descrivere un buon matrimonio, che parole useresti?”

Milton H. Erickson risponde:  “Quando devo descrivere un buon matrimonio ai miei pazienti, faccio notare loro che ci sono essenzialmente quattro tipi di amore:

Il tipo infantile: “Io mi amo, amo quello che faccio e come sono”
La fase successiva, “Amo il me in te. Ti amo perché sei mio fratello, mia madre, mio padre, mia sorella, il mio cane. Io amo quello che c’è di me in te.
Poi il tipo di amore adolescenziale “Ti amo perché mi piace come balli, perché la tua bellezza mi piace, o perché il tuo cervello mi piace”.

E poi lo stadio adulto dell’amore, “Voglio amarti e amare te, perché voglio vederti felice. So di trovare la mia felicità nella tua felicità: più sarai felice tu e più felice sarò io.
Sarò felice nel ballare se ballare ti rende felice o nel fare le cose che ti rendono felice. Quindi l’amore maturo è la capacità di trovare piacere nel godimento dell’altra persona. Funziona in entrambi i sensi.”

“In una buona relazione ci si aspetta di vedere sia l’amore infantile che quello adolescenziale. Ma buona parte deve essere di amore adulto: anche se non capisco perché ti appassioni tanto lo sport (o lo shopping)  sono felice che questo ti dia felicità, anche se per me è inspiegabile!”

Leggo sempre questo brano alle coppie che vedo in studio perché è una buona ricetta per eliminare buona parte degli “scontri” sulle differenze di opinione all’interno delle coppie. Funziona in entrambi i sensi!

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