I disturbi ossessivi e compulsivi

Come risolvo i miei comportamenti ossessivi e compulsivi?

Con la giusta terapia.

I DOC sono disturbi facilmente risolvibili con una terapia che abbia come focus il cambiamento del sistema percettivo e comportamentale della persona che sostiene questi tipo di problema: ci si riappropria della capacità di scegliere se compiere o meno determinate azioni e si abbassa drasticamente l’ansia quando si è esposti a determinate situazioni.

Una volta che i sintomi dei DOC sono stati eliminati si può interrompere la terapia o continuare in una fase più introspettiva dove si vanno ad indagare e cambiare alcuni aspetti della propria identità o filosofia di vita, per fare in modo che queste problematiche non compaiano più.

Come posso aiutarti?

Nel mio studio trovi la soluzione più adatta a te.

Se t’immagini un lettino dove il mio “paziente” si sdraia e comincia a raccontarmi della sua infanzia per molte e molte sedute… ti sbagli! I percorsi terapeutici che affrontiamo nel mio studio sono chiamati “brevi” perché non durano anni, alle volte neppure mesi, e sono focalizzati sul presente e sul problema che mi porta.

Normalmente i miei “clienti” siedono su una poltrona davanti a me e rimaniamo focalizzati sulle possibili soluzioni piuttosto di indagare sulle possibili cause, il tutto molto velocemente ed efficacemente!

Cosa sono i comportamenti ossessivi e compulsivi?

Le ossessioni sono pensieri, immagini mentali o impulsi che si manifestano ripetutamente nella mente di una persona. Questi fenomeni intrusivi incidono molto sulla qualità di vita della persona perché percepiti come sfuggenti al controllo e per le conseguenti emozioni negative che suscitano come paura, rabbia, senso di colpa, frustrazione, ecc. Per fronteggiare questo tipo di emozioni, si mettono in atto tutta una serie di comportamenti o azioni mentali ripetitivi, le compulsioni appunto. Spesso l’individuo è consapevole della esagerazione o anche della illogicità del pensiero ossessivo ma nonostante questo non riesce a gestirlo o a bloccarlo. Anzi, spesso i tentativi di controllo del pensiero peggiorano il sintomo.

Le compulsioni sono invece dei comportamenti ripetitivi (es. lavarsi le mani, controllare se lo sportello della macchina è stato chiuso, riordinare) o delle azioni mentali (es. contare, pregare, ripetere formule superstiziose), messi in atto per ridurre il senso di disagio e l’ansia provocati dai pensieri ossessivi.  La compulsione ha lo scopo di ridurre l’ansia ma produce sollievo per brevissimo tempo che ingenera la ripetizione nel tentativo di rivivere il sollevo provato. Anche questi comportamenti a prima vista “terapeutici” nel diminuire l’ansia rientrano nei tentativi di soluzione che peggiorano la sintomatologia.

Alcuni esempi di ossessioni possono essere pensieri come “ho le mani sporche”, “ho investito in auto qualcuno senza accorgermene”, “ho avvelenato il gatto”, “ho dimenticato di chiudere la manopola del gas”, ” se non conto fino a tre uscendo di casa qualcuno della mia famiglia starà male e sarà tutta colpa mia” o immagini blasfeme o a sfondo sessuale che vanno contro la morale dell’individuo e infine impulsi come l’impulso di fare male ad una persona cara o di fare qualcosa sconveniente in pubblico senza averne una reale volontà.

Gli esempi di compulsioni possono essere azioni come lavarsi ripetutamente le mani, riordinare e pulire casa continuamente, controllare se il gas è aperto o l’auto chiusa o verificare il non aver compiuto una determinata azione involontariamente, oppure azioni mentali come contare, pregare, ripetere filastrocche.

I pensieri intrusivi sono normali. Tutti gli esseri umani sperimentano pensieri senza senso e indesiderati, comprese le persone che ci stanno più vicine (sì… anche lo psicoterapeuta!).
I nostri cervelli sono altamente sviluppati e creativi e possono immaginare tutti i tipi di scenari, compresi quelli più spiacevoli: è normale che il cervello crei pensieri bizzarri o senza senso. Spesso, tali pensieri sono scatenati da situazioni reali, come la vista di un coltello, un bagno, guidare o un’immagine religiosa.

Questi tipi di pensiero sono gli stessi sia tra le persone che sviluppano DOC che no, l’unica variabile è che i soggetti con DOC li considerano significativi e pericolosi, alimentando il circuito ansioso che li fa sembrare vivere di vita propria.