Terapia della depressione

Sono realmente depresso? Che cosa posso fare?

La depressione sembra essere il male del nostro secolo, spesso è definita “epidemia” “male incurabile” “malattia del secolo”.  Nella nostra vita e a volte anche solo nell’arco delle giornata, ci capita di passare da varie tonalità dell’umore. Possiamo essere felici, allegri, scocciati, arrabbiati, tristi, disperati…

Ma qual’è la sottile linea rossa che separa i normali turbamenti umorali dalla depressione?

Dal punto di vista psichiatrico non ci sono dubbi, è tutto quantificabile in quantità (quanto sono giù di morale) e tempo (da quanto tempo sto male).

Dal punto di vista psicoterapeutico questa distinzione è molto più soggettiva, ad un certo punto alcuni comportamenti e pensieri alterano così tanto la qualità della vita da non essere più sopportabili. Il significato che noi diamo a questi cambia, da normali differenze d’umore a sintomi di una difficoltà più profonda.

L’approccio psicoterapeutico è la terapia più consigliata che può essere sì aiutata farmacologicamente ma solo all’inizio e per un tempo molto limitato(!)

L’intervento psicoterapeutico nella depressione agisce a vari livelli:

  • comportamentale, nell’affrontare situazioni “anti depressive” per eccellenza;
  • cognitivo, nel rompere schemi di pensieri rigidi, stereotipati e dalla falsa logicità;
  • simbolico (o di significato), laddove le situazioni possono essere ricondotte ad una cornice di significato diversa
  • filosofico in cui la riflessione deve essere anche in un nuovo senso della vita, delle relazioni e della felicità.

All’inizio l’obiettivo è migliorare le condizioni psicofisiche della persona, in modo che la qualità della vita e il tono dell’umore migliori. E’un percorso basato più sul “fare” che sul pensare, si eliminano quei meccanismi di comportamento automatici che sono dei tentativi di uscire dalla depressione ma che in realtà la peggiorano.

Successivamente nel momento in cui la persona ha ritrovato tono e umore, si compie un lavoro più introspettivo, di analisi, sulle modalità di pensiero, sulla propria identità e immagine, sulle dinamiche relazionali che hanno permesso di costruire il sintomo depressivo.

Il percorso terapeutico verso un nuovo benessere dopo la depressione è il rigenerarsi di nuove visioni della vita, nuova energia e nuove possibilità!

Come si manifesta la depressione?

Nella depressione parliamo di tre modalità di pensiero:

  1. la visione negativa di sé (sono un perdente, sono un fallito, non valgo niente) e dell’amabilità (nessuno mi vuole/mi vorrà mai bene, chi mai potrà innamorarsi di me?)
  2. la visione negativa del mondo (la vita è ingiusta, gli altri approfittano di me, il mondo è un posto orribile)
  3. aspettative negative sul futuro (le cose non cambieranno mai, non sarò mai bravo abbastanza)

Queste modalità di pensiero sono poi costruite intorno a pensieri stereotipati, rigidi e ipermentalizzati (ovvero frutto del rimuginare a lungo, anche su questioni di poca importanza) che producono certezze negative laddove vi è almeno il beneficio del dubbio.

L’impotenza, intesa come non ho il potere di cambiare le cose, diventa poi la strategia definitiva in cui l’unica possibilità è il ritiro.

La progressiva riduzione delle attività e della vita relazionale, perché fonti di sofferenza e disagio, alimenta e perpetua un classico circolo vizioso: questa scelta tende a rendere, nel tempo, ancora più difficoltoso il ripristinarsi della comunicazione e degli scambi con le altre persone.