Terapia della depressione

Dal "male del secolo" si può guarire

La depressione sembra essere il male del nostro secolo. I giornali utilizzano spesso parole come “epidemia” “male incurabile” “malattia del secolo”, ma cos’è e come si manifesta?

Nella nostra vita e a volte anche solo nell’arco delle giornata, ci capita di passare da varie tonalità dell’umore. Possiamo essere felici, allegri, scocciati, arrabbiati, tristi, disperati…

Ma qual’è la sottile linea rossa che separa i normali turbamenti umorali dalla depressione?

Dal punto di vista psichiatrico non ci sono dubbi, è tutto quantificabile in quantità (quanto sono giù di morale) e tempo (da quanto tempo sto male).

Dal punto di vista psicoterapeutico questa distinzione è molto più soggettiva, ad un certo punto alcuni comportamenti e pensieri alterano così tanto la qualità della vita da non essere più sopportabili. Il significato che noi diamo a questi cambia, da normali differenze d’umore a sintomi di una difficoltà più profonda.

Quindi quando ci si deve preoccupare?

Nella depressione parliamo di tre modalità di pensiero:

  1. la visione negativa di sé (sono un perdente, sono un fallito, non valgo niente) e dell’amabilità (nessuno mi vuole/mi vorrà mai bene, chi mai potrà innamorarsi di me?)
  2. la visione negativa del mondo (la vita è ingiusta, gli altri approfittano di me, il mondo è un posto orribile)
  3. aspettative negative sul futuro (le cose non cambieranno mai, non sarò mai bravo abbastanza)

Queste modalità di pensiero sono poi costruite intorno a pensieri stereotipati, rigidi e ipermentalizzati (ovvero frutto del rimuginare a lungo, anche su questioni di poca importanza) che producono certezze negative laddove vi è almeno il beneficio del dubbio.

L’impotenza, intesa come non ho il potere di cambiare le cose, diventa poi la strategia definitiva in cui l’unica possibilità è il ritiro.

La progressiva riduzione delle attività e della vita relazionale, perché fonti di sofferenza e disagio, alimenta e perpetua un classico circolo vizioso: questa scelta tende a rendere, nel tempo, ancora più difficoltoso il ripristinarsi della comunicazione e degli scambi con le altre persone.

L’intervento psicoterapeutico nella depressione agisce a vari livelli:

  • comportamentale, nell’affrontare situazioni “anti depressive” per eccellenza;
  • cognitivo, nel rompere schemi di pensieri rigidi, stereotipati e dalla falsa logicità;
  • simbolico (o di significato), laddove le situazioni possono essere ricondotte ad una cornice di significato diversa
  • filosofico in cui la riflessione deve essere anche in un nuovo senso della vita, delle relazioni e della felicità.

Il percorso terapeutico verso un nuovo benessere dopo la depressione è il rigenerarsi di nuove visioni della vita, nuova energia e nuove possibilità!

MentalPress

La depressione è una malattia democratica: colpisce tutti. 
Indro Montanelli

MentalPress

Il dolore mentale è meno drammatico del dolore fisico, ma è più comune e anche più difficile da sopportare. Il tentativo di nascondere i frequenti dolori mentali ne aumenta il peso: è più facile dire “Il mio dente fa male” che dire “Il mio cuore è spezzato.”
C.S. Lewis

La prima funzione dell’antidepressivo è di mettere a tacere definitivamente il nostro cuore. E questo è il modo più sicuro per non entrare in dialogo, prima che con gli altri, con il profondo di noi stessi.
Umberto Galimberti

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