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Come distinguere la paura normale dalla paura patologica?

[custom_headline type=”left, center, right” level=”h2″ looks_like=”h5″ accent=”false”]L’ansia e la paura sono un meccanismi importanti della nostra storia evolutiva. Ci hanno permesso di sopravvivere e di adattarci all’ambiente e alle circostanze più diverse incontrate nella nostra lunga evoluzione. Ma quando ansia e paura non sono più nostre alleate e diventano ansia e paura patologica?[/custom_headline]

Di per sé la paura non è una forma di patologia, la preoccupazione è un’emozione fondamentale che ha permesso al genere umano e agli animali di adattarsi all’ambiente circostante.

La paura ci guida ogni giorno nelle scelte che facciamo anche quando non ce ne accorgiamo. La paura (in tutte le sue forme e sfaccettature, intendiamoci) è una nostra preziosa compagna a cui dobbiamo la nostra sopravvivenza. Se volete l’idea da sfatare è che esiste un essere umano senza paura, qualcuno direbbe che “un uomo senza paura è un uomo morto”.

Ma allora come distinguere tra una paura naturale e una paura patologica?

Al di là delle più sofisticate tecniche di diagnosi, una paura naturale incrementa la nostra capacità di affrontare le situazioni difficili mentre la paura patologica la limita, costringendoci ad una diminuzione della qualità di vita e impedendoci di condurre una vita come la vorremmo.

Fino a quando la soglia di questa paura non diventa un impedimento a realizzare i nostri desideri o a realizzare il massimo delle nostre capacità, non dovrebbe essere considerato un disturbo da curare.

Il giudizio di patologia diventa quindi personale e legato alle ricadute che le nostre paure hanno sulla nostra vita e al significato che noi diamo ad esse. Su quest’ultimo aspetto possiamo dire che alle volte è più importante il giudizio su di noi dopo aver rinunciato per paura che la paura stessa.

La preoccupazione di fare brutta figura davanti al professore o ai miei compagni che assistono, l’umiliazione di dire ai propri genitori o amici di essere stato bocciato all’esame, unita a quella di non poter rispettare il nostro piano di studi in caso di fallimento è la più forte spinta a metterci a studiare anche se fuori c’è una meravigliosa giornata di sole e noi preferiremmo andare a fare una passeggiata. Questo insieme di paure e ansie pre esame ci spingono a dare il meglio di noi stessi e a gestire la situazione nel migliore dei modi, studiando per avere più probabilità di passare l’esame.

Ma se la stessa paura è quella che mi blocca davanti al professore e mi fa fare scena muta o mi fa scappare davanti all’aula dell’esame ecco che diventa patologica in quanto ha diminuito la mia capacità di affrontare in maniera positiva le situazioni potenzialmente pericolose (e un esame è una situazione potenzialmente pericolosa!).

Quindi la distinzione tra ansia e paura normale e ansia e paura patologica è nelle conseguenze che esse hanno nella nostra vita, se la migliorano o la peggiorano.