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Paura naturale contro paura patologica. Quando è necessario intervenire?

La differenza tra paura naturale e patologica è una linea sottile, molto personale, tra un sentimento che ci attiva in maniera positiva e quello che ci blocca e ci fa indietreggiare. Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Di per sé la paura non è una patologia. La preoccupazione, l’allerta e la cautela sono meccanismo fondamentali che hanno permesso al genere umano e agli animali di adattarsi all’ambiente circostante.

La reazione psicobiologica alla base dell’emozione della paura ci ha permesso di affrontare situazioni pericolose riconoscendole come tali e innescando quel processo fisiologico che ci ha permesso di sopravvivere molte migliaia di anni.

L’idea da sfatare è che esiste un essere umano senza paura, sarebbe probabilmente un disadattato, un incosciente e uno sciocco.

Ma allora come distinguere tra una paura naturale e una reazione invece patologica?

Al di là delle più sofisticate tecniche di diagnosi, una paura naturale incrementa la nostra capacità di affrontare le situazioni difficili mentre quella patologica la limita, costringendoci ad una diminuzione della qualità di vita e impedendoci di condurre una vita come la vorremmo.

Fino a quando la soglia di questa paura non diventa un impedimento a realizzare i nostri desideri o a realizzare il massimo delle nostre capacità, non dovrebbe essere considerato un disturbo da curare.

Un esempio di questa differenza sta nella paura di guidare l’automobile. Vi assicuro che un tipo di ansia tra le più diffuse.

Sappiamo che guidare un’auto è potenzialmente pericoloso e statisticamente sappiamo che molti incidenti sono causati dalla distrazione, dalla velocità, dalla stanchezza e dall’uso di sostanze psicoattive (l’alcol sopra di tutti).

Ecco che una paura naturale dovrebbe farci rallentare se siamo stanchi e se abbiamo bevuto un bicchiere di vino. Non sarebbe coraggioso guidare velocemente in queste condizioni ma solo incosciente. La paura di fare un incidente ci permette di adattarci alla situazione e di regolare il nostro comportamento.

Bene… ma se la stessa paura è quella che non ci permette di guidare perché siamo assaliti dal terrore di fare un incidente e ci provoca stati d’ansia fortissimi quando entriamo in autostrada, nonostante siamo dei guidatori nella media, allora è sicuramente una paura che ci limita, inutilmente forte e da risolvere il prima possibile.

In conclusione la vera domanda da porsi è:

  • la paura che vivo in determinate situazioni anche se mi fa vivere con disagio è utile ad affrontarle più preparato o diventata un ostacolo insormontabile che mi fa indietreggiare?

Nel primo caso viviamoci le nostre paure mentre nel secondo cominciamo ad affrontarle, anche con l’aiuto di un esperto.

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